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Autore: Biagio Reina

Data di pubblicazione: 24 novembre 2025

PENSIONE E SPETTACOLO: VERSO UN FILM A LIETO FINE E NON UNA TRAGEDIA

Servizi - News

Dopo l’incorporazione dell’Enpals nell’INPS, i contributi e la pensione dei lavoratori dello spettacolo è gestita dal Fondo Pensione

Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) dell'INPS.

Come tutti i lavoratori la vera sfida e l’obiettivo primario di una efficace strategia previdenziale, è mantenere l’attuale tenore di vita. Per farlo, è fondamentale comprendere la sfida principale di questo sistema previdenziale: la discontinuità contributiva nell'era del calcolo contributivo. Una logica di calcolo basata su quanto effettivamente versato.

La pensione non è più un problema futuro, ma una scadenza che richiede azioni immediate e mirate. L'assicurazione previdenziale per attori, tecnici, musicisti e tutte le figure connesse allo spettacolo si basa su regole specifiche e prevede la distinzione dei lavoratori in diversi gruppi, in funzione dell’attività svolta e del tipo di contrattazione. Si utilizza la giornata contributiva come unità di misura. Gli elementi da valutare con attenzione:

- Buchi contributivi: i lunghi periodi di inattività o lavoro non dichiarato si traducono in zero versamenti, riducendo drasticamente il montante.

- Basi imponibili basse: una retribuzione dichiarata, inferiore al vero tenore di vita, comporterà una pensione proporzionalmente bassa. Queste due dimensioni, purtroppo, si traducono in una cronica sottovalutazione degli effetti di lungo termine, della tendenza di

breve termine di ridurre l’imponibile, per evitare un prelievo fiscale rilevante.

Le implicazioni sono misurate da un numero, che può a volte avere un suono sinistro: i coefficienti di trasformazione. Sono quella

proporzione che trasforma in rendita il cumulo dei contributi versati e che, con l’allungamento dell'aspettativa di vita, tendono a ridurre la rendita finale.

Il Rischio reale?

Senza un intervento attivo, il tasso di sostituzione (rapporto tra prima pensione e ultimo stipendio) rischia di attestarsi ben sotto il 50-60%: mantenere lo stesso tenore di vita sarà impossibile!

Lo leggiamo anche nelle dichiarazioni di molti nomi altisonanti, che lamentano un tenore di vita basso dopo anni di grandi successi. Non si tratta di cicale, ma degli effetti della sottovalutazione di come funziona il sistema. Le azioni correttive da realizzare quando si sia raggiunta una maggiore stabilità e riconoscimento (45-55 anni). Il tempo stringe.

Ecco le strategie da implementare subito:

- Analizzare l’Estratto conto contributivo (ECC): va controllata ogni singola giornata versata (FPLS e Gestione Separata INPS);

- Valutare ed eventualmente colmare i buchi contributivi, legati alle discontinuità, o valutare le opportunità e la convenienza dei contributi volontari;

- Blindare l'importo desiderato con la previdenza complementare: questo sarà il paracadute finanziario, per raggiungere una pensione che sia il 70/80% dell’ultimo reddito.

Il sistema FPLS può dare una base; il fondo pensione complementare l'integrazione necessaria per raggiungere

l’obiettivo, sfruttando anche agevolazioni fiscali.

Non affidatevi alla speranza, ma alla strategia, analizzate il vostro repertorio previdenziale, in maniera professionale.

La pensione nel mondo dello spettacolo è un progetto di produzione, che spetta interamente a voi.

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